Vespri Siciliani di Francesco Hayez
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Un appassionato di Francesco Hayez desidererebbe avere notizie sulle varie versioni dei “Vespri Siciliani” e sul contesto culturale in cui furono dipinte queste opere. Si tratta del dott. Giuseppe Molinari di Milano, che può essere contattato tramite questo Blog. Nel frattempo pubblichiamo le immagini esistenti nel nostro archivio. Grazie a tutti coloro che aiuteranno il dott. Molinari nella sua ricerca.

Postato il 20 aprile 2012 | Commenti (1) | Commenti e Registrazione


25 aprile 2012 | lella
Condivido con il dott. Molinari la passione per Hayez, soprattutto per i suoi quadri di ispirazione storica e risorgimentale. Fino a poco tempo fa pensavo che i quadri dedicati da Hayez ai Vespri fossero tre: quello del 1822, commissionato dalla marchesa Vittoria Gherardini Trivulzio d’Aragona, che qui la Società Nazionale ha pubblicato con l’immagine n. 2; quello datato all’incirca 1826-1827, meno noto, commissionato dal conte Francesco Teodoro Arese, che qui non è pubblicato; infine quello del 1846, di certo il più conosciuto, commissionato da Vincenzo Ruffo di Motta e Bagnara, principe di Sant’Antimo (molto bello anche il ritratto di sua moglie Sarah Louise Strachan Ruffo, dipinto da Hayez pochi anni prima), opera qui pubblicata dalla Società Nazionale con l’immagine n. 3. Poi, l’anno scorso, sono corsa all’inaugurazione della bellissima mostra di Brera “Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi” e ho scoperto che esiste anche una prima versione, di pochi mesi antecedente a quella commissionata dalla marchesa d’Aragona, acquistata dall’incisore Paolo Caronni e presentata proprio a Brera nell’esposizione annuale dell’Accademia, nello stesso anno 1822: è quella qui pubblicata con l’immagine n. 1 e i personaggi raffigurati sono ricavati dagli stessi soggetti reali della versione della d’Aragona, a partire dalla giovane oltraggiata, che è la contessa Virginia Giovio della Torre, definita da Hayez nelle sue Memorie come “bellissima” e da lui già raffigurata come “Diana cacciatrice” in un’altra celebre opera. Ho visto che la Società Nazionale ha dedicato un ampio spazio a questa importante mostra del 2011 su Hayez, nella sua sezione “Iniziative”. In realtà, su ognuna di queste quattro versioni dei Vespri ci sarebbe moltissimo da dire, soprattutto sul contesto culturale, patriottico e risorgimentale da cui hanno tratto ispirazione. Gli stessi committenti sono personaggi di primo piano della vita pubblica di allora. Vittoria Gherardini, vedova del principe Gerolamo Trivulzio, si era risposata con il marchese Alessandro Visconti d’Aragona ed era una delle protagoniste più significative della cultura di allora a livello internazionale. Dal primo matrimonio era nata la celebre Cristina, andata in sposa al principe Emilio Barbiano di Belgiojoso. Di entrambi la rilevanza risorgimentale è ben nota. Il secondo marito, coinvolto nei moti del 1821-1822, fu denunciato e arrestato per alto tradimento, patendo il carcere e scontando amaramente la sua opposizione all’occupante austriaco. Anche Francesco Teodoro Arese, il secondo committente, fu condannato a causa della sua partecipazione ai moti del 1821-1822, venne imprigionato allo Spieberg, fu graziato nel 1825 e, rientrato a Milano, chiese ad Hayez quest’opera sui Vespri ed anche un altro dipinto che lo raffigurasse, per ricordo, come se fosse ancora detenuto. Più in generale, il tema dei Vespri si inserisce in un filone storico e letterario tanto ampio quanto ancora da scoprire. E’ molto interessante il libro “Gli anni del Vespro. L’immaginario, la cronaca, la storia”, di Salvatore Tramontana, Edizioni Dedalo, Bari, 1989. Molto dell’immaginario patriottico risorgimentale deriva da una tradizione culturale e da un meccanismo rievocativo che risale ai secoli precedenti. Era tipico in quegli anni antecedenti al Quarantotto rifarsi a questi filoni letterari. Voglio infine dire che ricordo come se fosse oggi il disappunto che ho provato qualche anno fa, andando a rileggere il mio vecchio testo di storia dell’arte del liceo, il sempre troppo riproposto Argan: il disprezzo nei confronti di Hayez, dei suoi Vespri e in genere della pittura italiana di storia non ha gli ha impedito innumerevoli e lucrose edizioni scolastiche ma spero che, dopo la mostra di Brera del 2011, si cominci a rendere giustizia ad Hayez ed a ridimensionare i pregiudizi di certa critica.