La statua del Re
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Riceviamo in redazione, soprattutto dal mese di dicembre 2012, numerosi messaggi che riguardano il progetto di restauro del monumento dedicato a Vittorio Emanuele II a Crema. I messaggi ci pervengono in genere attraverso la Sezione Contatti del sito e dunque rispondiamo personalmente a chi ce li ha inviati. Spesso le argomentazioni hanno un valore che sarebbe interessante condividere con altri, in un ambito più ampio di quello di una corrispondenza individuale. Per questo motivo apriamo nel Blog uno specifico argomento dedicato a tale progetto. A chi vuole scriverci su questo tema ma è abituato a utilizzare in via riservata la Sezione Contatti, non facciamo mancare l’immagine scelta per quella Sezione, tratta dal quadro "Il 24 giugno a San Martino", di Michele Cammarano. Tanto per sapere di chi si sta parlando: di qualcuno che non avrebbe mai accorciato la distanza tra la guardia e il battisasso.

Postato il 14 dicembre 2012 | Commenti (5) | Commenti e Registrazione


15 marzo 2013 | marco t.
Non mi pare, come dice fabrizio91, che alle ultime elezioni la sinistra abbia avuto “gioco facile” e si sia “mangiata in un sol boccone” gli avversari. Mi pare invece che questi si siano presi una bella rivincita. Anche se credo che occorra andarci piano con certe generalizzazioni. Anzi, bisognerebbe essere realisti e invece di sognare una destra che non c’è e inneggiare ai giovani in quanto giovani, sarebbe meglio guardare in faccia la realtà e accorgersi che proprio il ritorno di un certo personaggio ha salvato in extremis una situazione elettorale altrimenti destinata a una sconfitta sicura. Che poi gli altri, Grillo a parte, non siano stati dei geni della propaganda elettorale, è palese. Adesso abbiamo una destra molto imbarazzante ma che, da quel che si è visto, rappresenta un terzo degli italiani, magari per motivi di comodo. La conseguenza è un paese di nuovo preso nelle battaglie legali tra un imputato sempre più attaccato a cavilli e vittimismi e una magistratura sempre più all’arrembaggio contro di lui. Di come abbattere il debito pubblico non si parla più. Sulle prime pagine dei giornali sono tornate a campeggiare le eccezioni procedurali di Ghidini e le pensate processuali della Boccasini. Tornando ai monumenti, ovviamente nel mio commento precedente intendevo Arnaldo, non Giordano Bruno, è stato un lapsus. Quanto al monumento in fase di restauro a Crema, è chiaro come anche lì le contrapposizioni di fazione prevalgano sul senso vero di quell’operazione. Senza coscienza nazionale e dello Stato, qualsiasi iniziativa che dovrebbe avere un valore proprio, un significato oggettivo, è esposta alla mercé degli ideologi di passaggio e dei politicanti di turno. Dipenderà solo da quanto i promotori riusciranno a neutralizzare, con i loro appoggi e i loro soldi, tutti i presunti amici del popolo che intendono strumentalizzare l’occasione per esibirsi e sfruttare certi riflettori di provincia. Anche lì tutto si risolverà non in una questione di diritto ma soltanto di forza.
24 febbraio 2013 | fabrizio91
Sono d’accordo con marco t. che la differenza principale è tra la maggioranza degli italiani che si sentono tali e i pochi piantagrane che nascondono l’ignoranza sotto le loro declamazioni. Non sono invece d’accordo che destra o sinistra poco cambia. Magari per la statua di Vittorio Emanuele II a Crema è tutto sottosopra, con la destra che prima la voleva e la sinistra adesso no, ma è solo un caso anomalo, mi sa che là a Crema va tutto proprio al contrario perché nel 150°, in ogni parte d’Italia, lega e pdl hanno fatto ostruzionismo dovunque hanno potuto, mentre dall’altra parte si è risposto ai richiami del comitato centrale delle celebrazioni e ai comitati provinciali volentieri e spesso con entusiasmo. Comunque, non volevo dire che risorgimento e resistenza fa lo stesso, tra l’altro io non sono di sinistra, solo dire che se uno è di destra il problema è proprio questa destra, non la sinistra che ha gioco facile nello svergognare tra i suoi avversari certi eterni imputati con le loro Ruby e Noemi e squinzie di mezzo secolo meno, i loro lifting pre-agonici e i loro cucù alla Merkel (che il cucù poi glie lo ha fatto per davvero), certi tamarri colorati da ramarri con sacra ampolla e Borghezio per sacro vate, certe sguaiate mondine di coscia svelta passate dalla risaia al talk show. Fa male studiare a scuola la destra di Lanza e Sella e poi accendere la televisione e trovarsi questi cialtroni, questi vagabondi della società civile, che gli avversari di sinistra si mangiano in un sol boccone. Va bene che sulla strada della destra, per nostra disgrazia, di mezzo c’è stato pure un bifolco come Farinacci, ma partire da Minghetti e Menabrea per arrivare al Trota e a Er Batman è dura. Qualcuno ha detto che da noi ci vorrebbe un altro risorgimento. Io ho ventidue anni e credo che per farlo dovremmo partire dalle scuole, dai ragazzi giovani, da quelli che non si sono ancora fatti comprare, perché sono i vecchi arraffoni e corruttori che stanno rovinandoci e dovremmo cacciarli fuori dal parlamento, dalle regioni e da tutte le altre greppie federaliste che si sono inventati per rubare di più e in più tanti, fuori dai piedi prima che divorino e distruggano tutto. Noi i soldi non li abbiamo perché non abbiamo né il lavoro né niente di nostro, non sappiamo chi saremo a trent’anni, ma sono sicuro che tanti di noi per un’Italia senza ladri e impostori fiscali, che poi frignano sempre mentre a Chiasso portano fuori i capitali, saremmo pronti a lottare fino in fondo, pur di essere ancora fieri di essere italiani onesti e anche coraggiosi, come quelli che la nostra nazione l’hanno fatta nel risorgimento a colpi di baionetta, prima che questi politici mantenuti e farabutti ci rubavano l’Italia, l’onore e il futuro.
13 febbraio 2013 | marco t.
Il restauro dei monumenti del risorgimento continua in molte città grazie alle amministrazioni di ogni parte politica. Dire che sono stati di più i restauri fatti dalla sinistra o dalla destra significa non vedere la realtà di un paese che la destra e la sinistra le ha pasticciate parecchio e che comunque, grazie a due ottimi Presidenti come Ciampi e Napolitano, ha dimostrato di sentirsi italiano oltre ogni previsione, in maniera trasversale. Noi a Brescia stiamo sistemando Giordano Bruno e Zanardelli, a Bergamo hanno già messo a posto Vittorio Emanuele II, a Crema ho scoperto ieri sul vostro sito che stanno addirittura ricostruendolo. Anche a Milano e in Lombardia è lo stesso. Avete fatto bene a pubblicare le informazioni su “La memoria in piazza”, si capisce bene quali sono le cose vere che stanno succedendo e come gli italiani hanno cominciato a non sputarsi sempre addosso oppure a fare solo i guitti pizza e mandolino. Se in Francia o in Inghilterra dei privati facevano quello che stanno facendo quelli di Crema per tirare su di nuovo la statua del re d’Italia, il primo che li insultava in quel modo si beccava subito del traditore della patria e le interviste gliele facevano fare al giornalino della neurodeliri, con le maniche legate didietro. Negli Stati Uniti poi, dopo la prima uscita contro i padri della nazione, non dico cosa gli avrebbero fatto perché sul web ci leggono anche i minori. Per cui lasciamo stare le distinzioni tra destra e sinistra, la differenza è tra la maggioranza degli italiani che cominciano di nuovo a sentirsi tali e i soliti quattro attaccabrighe che sempre ci sono stati e sempre ci saranno. Se quelli di Crema che vogliono la statua e rappresentano la maggioranza hanno idee chiare, volontà decise e i soldi che servono, tanto basta. Invece, da quello che ho letto nelle loro esternazioni, quelli che li criticano non hanno nessuna di queste tre cose, quindi la smettano di predicare dal pulpito facendo i messia politici delle cause perse.
30 dicembre 2012 | AldoG
Non è vero che sono state le giunte di sinistra a restaurare i monumenti del Risorgimento mentre quelle di destra erano al guinzaglio dei leghisti. Se anche qualche volta è successo, va ammesso che ci sono stati errori del genere ma non si deve generalizzare. E poi tutto questo collegare il Risorgimento alla Resistenza mi sembra una forzatura. Mussolini collegava il Risorgimento al fascismo. Non oso pensare, se Berlusconi vincesse le elezioni, a che cosa collegherebbe il Risorgimento. Invece sono d’accordo con fabrizio91 sui faccendieri, i beatificatori del sillabatore, i cretini di Gaeta e il Trota. Tutta gente che fa male all’Italia. L’importante però è che celebrare Vittorio Emanuele II si fermi a lui e non diventi una nostalgia monarchica di vecchi tromboni e cerebrolesi col fularino. Dal Quarantotto in poi i Savoia sono andati sempre peggiorando, a parte l’ultimo che è meglio di suo padre, che non è una gran fatica. Magari tra qualche generazione tornano in gamba come alla carica di Pastrengo (grazie di aver messo sul sito il quadro, era una vita che cercavo il file). E sono d’accordo su tante cose che dicono Cazzullo e Severgnini. I loro ultimi libri, L’Italia s’è ridesta e Italiani di domani, me li sono letti d’un fiato e dovrebbero metterli nei programmi delle scuole. Sul monumento di Crema, anche a me sembra che siano fuori di testa ma peggio per loro. Se all’inaugurazione della statua si riempie di bandiere e fanfare dei bersaglieri e magari i carabinieri a cavallo, mi sa che il pubblico non smette più di cantare l’inno di Mameli e certi politicanti dei miei finferli se anche stanno a casa non s’accorge nessuno, anzi è meglio così evitano quattro legnate dalla gente.
17 dicembre 2012 | fabrizio91
Sto seguendo sul vostro sito le polemiche sul monumento di Vittorio Emanuele II in Lombardia, a Crema. Mi sembra assurdo che succedano cose come questa. E’ possibile che dei privati finanzino un’iniziativa così e le istituzioni invece di manifestare riconoscenza remino contro? In questi anni si stanno restaurando in Italia un sacco di monumenti di personaggi del Risorgimento, in genere con i soldi pubblici. Sono state spesso le giunte di centrosinistra a promuovere i restauri, mentre il centrodestra qualche volta si opponeva per via dell’alleanza coi leghisti. E’ curioso che in questo caso succeda il contrario. I soliti faccendieri, i ciellini integralisti che celebrano il Sillabo, i cretini che vanno a Gaeta a rimpiangere Franceschiello, quelli che hanno detto che con la bandiera ci si puliscono là sotto, erano della parte che per anni ha ridicolizzato l’Italia nel mondo fino a quando non è arrivato Monti. Gli altri, quelli del partito che mi sembra adesso governa in questa città, erano a favore. Non ci ricordiamo come un anno fa gli italiani hanno festeggiato l’Italia unita? Come Cazzullo andava in giro a entusiasmare la gente parlando di Risorgimento e Resistenza, come Severgnini descriveva bene la situazione italiana e le nostre possibilità di uscire dalle cialtronate del berlusconismo, come Napolitano spingeva le celebrazioni per il 150° ridando orgoglio e dignità a noi italiani, circondati dai Borghezio e dalle Minetti? E adesso questi neanderthal, che citano Gramsci e si fanno fotografare con dietro il busto di Marx, riescono a condizionare un’intera città?