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Il canto degli italiani

Composto nel 1847, l’inno di Mameli è, da subito, un inno di guerra, dalle barricate di Milano a tutti i campi di battaglia della campagna del 1848, dall’eroica difesa di Roma fino a Porta Pia. E’ un inno che non piace agli intellettuali salottieri ed esterofili di ieri e di oggi, che lo definiscono con disprezzo “una marcetta” e che gli preferiscono le lente e sonnambuliche sonorità di inni alla God save the King. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ha avuto, durante il suo settennato, forse il migliore della nostra storia repubblicana, il merito di invitare tutti noi a considerare il nostro inno così come lo immaginava il suo autore, mentre con Manara, Dandolo, Morosini e tanti altri si immolava per la difesa di Roma: ossia veramente Il canto degli italiani.

 

Foto 1: il testo autografo di Goffredo Mameli che riporta una delle brime bozze del canto degli italiani.
Foto 2: il testo autografo di Goffredo Mameli che riporta la versione definitiva del canto degli italiani.
Documento 1: il testo.

Documento 2: la musica.


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La vera storia dell'inno di Mameli

Su Goffredo Mameli e sull’inno da lui composto, si consiglia la lettura del libro “Fratelli d’Italia. La vera storia dell’inno di Mameli”, scritto da Tarquinio Maiorino, Giuseppe Marchetti Tricamo e Piero Giordana, edito nell’ottobre del 2001 da Mondadori. Si tratta di uno dei primi testi scritti su Goffredo Mameli dopo la rivalutazione della nostra storia nazionale e del Risorgimento ad opera di Carlo Azeglio Ciampi, tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo secolo. Dopo decenni nei quali parlare di patria e di nazione italiana era stato considerato dalla nostra cultura ufficiale come poco qualificante se non addirittura sconveniente, il coraggio e l’intelligenza del Presidente della Repubblica furono in quei momenti di esempio per tutti, costituendo un freno istituzionale a certe velleità secessioniste e favorendo negli anni successivi il sorgere di un nuovo sentimento di appartenenza nazionale da parte della componente più consapevole e responsabile dei cittadini. Questo libro coglie quel clima di rinnovato interesse per i personaggi del nostro Risorgimento e riannoda una trama storiografica su Goffredo Mameli inficiata talvolta da dimenticanze, negligenze ed inesattezze, facilitando la comprensione della sua storia personale e delle vicende che portarono alla composizione del nostro inno nazionale. Un inno che rappresenta oggi un elemento da difendere contro ogni delegittimazione ed offesa, al pari del tricolore e della capitale dello Stato. Perché fu proprio intonando quell’inno, impugnando quel tricolore e difendendo quella futura capitale che Goffredo Mameli seppe dimostrare ai francesi di Oudinot ed ai mercenari papalini, insieme a tanti altri giovani caduti sul terreno di guerra, come gli italiani sapessero combattere e morire per qualcosa che valesse più del tornaconto, del lucro e della roba, oggi valori dominanti. Nel maggio 2002, pochi mesi dopo l’uscita del loro testo sull’inno di Mameli, Tarquinio Maiorino e Giuseppe Marchetti Tricamo, questa volta insieme ad Andrea Zagami, avevano pubblicato, sempre in edizione Mondadori, il libro “Il tricolore degli italiani”. In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, questi tre autori hanno creduto opportuno dare alle stampe un’opera che riprende entrambi quei volumi e che ripercorre la genesi dei due simboli nazionali per eccellenza, raccontando l’affascinante storia del tricolore, fatta di momenti di clandestinità e di pubblica gloria, e la vicenda, in parte sconosciuta, del nostro inno, anche ricostruendo la figura eroica del suo autore. Si tratta del libro “L’Italia s’è desta. La vera storia dell’inno di Mameli e del tricolore”, pubblicato da Cairo Editore nel maggio 2011.

 

Foto 1: la copertina del libro “Fratelli d’Italia. La vera storia dell’inno di Mameli”.

Foto 2: la copertina del libro “L’Italia s’è desta. La vera storia dell’inno di Mameli e del tricolore”.


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Goffredo Mameli. Una vita per l'Italia
Tra i testi pubblicati in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, non pochi sono stati dedicati a Goffredo Mameli. Tra questi c’è “Goffredo Mameli. Una vita per l’Italia”, edito nel 2011 da Editori Riuniti. Si tratta di una biografia scritta da Massimo Scioscioli, già Tesoriere della Camera dei Deputati e Segretario Generale dell’Istituto per la Storia del Movimento Repubblicano, autore di numerosi saggi e profili biografici, oltre che curatore di riviste di carattere storico e politico. L’autore dimostra una conoscenza molto approfondita delle idee, dei fatti, dei significati e dei contesti storici descritti nel libro e conduce il lettore attraverso le vicende biografiche di Goffredo Mameli con stile scorrevole e notevole capacità di coinvolgimento. Molto interessanti le pagine sulla Genova del 1847, animata dalla componente politica di Mameli e di Bixio ma anche dall’opera di Doria, di Balbi e di Pareto, così come quelle sull’esperienza della difesa di Roma, raccontata con cognizione di causa e senza sbavature retoriche. Menzionata anche la discussione con Aldo Alessandro Mola sulla vicenda riguardante Atanasio Canata, ripresa strumentalmente pochi anni fa da taluni organi di stampa. Nel suo complesso, un testo ben documentato e ben scritto, che consente ad un pubblico non necessariamente di specialisti di apprezzare uno dei protagonisti più interessanti del nostro Risorgimento. Un personaggio molto precoce nel suo sviluppo intellettuale, molto attento ai cambiamenti del proprio tempo e molto coraggioso, fino al sacrificio più estremo, nell’affermare il proprio pensiero e il proprio sentimento di italiano, in uno dei momenti più terribili ma anche più eroici della nostra storia nazionale.

Foto 1: la copertina del libro.

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