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15 maggio 2011
Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo è nato ad Alba il 17 settembre 1966. E’ entrato a La Stampa di Torino come praticante nel 1988. Nel 1998 si è trasferito a Roma. Nel 2003 è passato al Corriere della Sera, chiamato da Stefano Folli, all’epoca Direttore del quotidiano. Scrive tuttora per il quotidiano milanese, come inviato speciale ed editorialista. Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali I ragazzi di via Po, Il caso Sofri, I misteri di Torino, Outlet Italia e l’ultimo, Viva l’Italia, per il quale è stato insignito del Premio Nazionale ANPI “Renato B. Fabrizi” 2011.

 

Foto 1: Aldo Cazzullo


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15 maggio 2011
Il futuro della nazione

Un libro di cui si sentiva l’esigenza. Da un po’ di tempo infatti certe affermazioni “anti-italiane”, rese da taluni uomini politici e organi di stampa, faticano a trovare quel consenso che, sino a pochi anni fa, un diffuso disinteresse e una generale disattenzione verso la nostra identità nazionale avevano invece favorito. Si avverte una sempre minore tolleranza, da parte della gente, nei confronti di quelle uscite e sparate che paiono contraddistinguere sempre meno la maggioranza del popolo italiano e sempre di più determinati contesti ben identificabili in termini culturali e attitudinali. Questo libro arriva al momento giusto, con il tono giusto, per dare voce ai moltissimi italiani, in costante aumento, che iniziano a pensare che i tempi stiano cambiando, in una direzione che è sempre meno quella della spaccatura e della frantumazione nazionale. Aldo Cazzullo riesce a interpretare molto bene questi segni dei tempi, questo cambio di rotta nell’opinione pubblica del nostro paese. “A 150 anni dalla sua nascita, per la prima volta la nazione è minacciata dall’interno. In passato il pericolo arrivava dagli eserciti stranieri: nel 1866 dopo Custoza il generale La Marmora temeva di dover ripiegare dietro il Po abbandonando la Lombardia, nel 1917 dopo Caporetto il generale Cadorna giudicava indifendibile la pianura veneta. Nel 1943 l’Italia invasa e liberata divenne il campo di battaglia di due eserciti. Mai però l’unità era stata messa in discussione dagli italiani stessi. Persino nell’ora più buia della guerra civile, entrambe le fazioni si consideravano - chi a ragione chi a torto – la vera Italia; e non si riproponevano di dividerla, ma di riunificarla”. Così l’autore all’inizio del conclusivo Capitolo V, “Né Lega né Belpaese – Il futuro della nazione”. E’ un libro che dice molte cose giuste e che le dice bene. Più di un lettore, lette alcune pagine, sentirà dentro di se’ che le parole scritte si identificano con quello che lui aveva pensato ma non aveva fino a quel momento formulato compiutamente col pensiero. Sono questi i libri che sanno esprimere non solo le idee ma anche i sentimenti delle persone. Per Aldo Cazzullo “parliamo dell’Italia come se non fosse una cosa seria. E ci pare impossibile che siano esistiti uomini e donne per cui l’Italia era un ideale che valeva la vita, e per cui ‘Viva l’Italia’ furono le ultime parole”. Quando, tra alcuni anni, la maggioranza degli italiani tornerà ad essere fiera dell’Italia, una e indivisibile, e sarà uscita da uno dei periodi più balordi della sua storia, ricordiamoci di questo libro, con riconoscenza.

 

Foto 1: copertina del libro "Viva l'Italia" di Aldo Cazzullo.


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15 maggio 2011
Fondazione Atlantide e Teatro Stabile di Verona

La presentazione multimediale del libro Viva l'Italia di Aldo Cazzullo è stata curata dalla Fondazione Atlantide e dal Teatro Stabile di Verona. Si è trattato di un vero e proprio spettacolo multimediale, in cui le letture da parte dell'autore e di altri sono state accompagnate da musiche e immagini, con una resa scenica di notevole impatto. Un ottimo esempio di come dei contenuti culturalmente importanti possano essere proposti con modalità davvero interessanti e coinvolgenti. Il miglior modo per presentare quella che l'autore considera la prefigurazione di un "partito della nazione".

 

Documento 1: la locandina della presentazione multimediale.

Documento 2: il comunicato stampa.


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